*Suoni e musiche della Magna Grecia
Novembre 13, 2008 di domitilla

Ripercorrere i tratti salienti della tradizione calabrese è stato lo scopo di“Suoni e musiche della Magna Grecia”, manifestazione realizzata dall’Associazione Culturale “Fata Morgana” con la collaborazione di Comune e Regione ed il contributo UE POR Calabria 2000/2006 Asse II Misura 2.2 Progetto Integrato territoriale “Area dello Stretto”.
Presentato dal giornalista Gianni Citra, l’evento ha avuto come protagonisti due gruppi musicali della nostra terra, i Fratelli Scaravaglione di Spezzano Albanese e i Musicofilia divisi tra Reggio e Bova.
Il palco dell’Auditorium San Paolo si è così trasformato per due giorni, venerdì e sabato, in un mix di ritmi tratti dalla cultura musicale popolare e dal teatro greco.
Un genere particolare, quello dei musicisti cosentini,che si sono esibiti per primi, che si rifà alle sonorità degli antichi canti polifonici. “Ormai da vent’anni- spiegano i componenti del gruppo- facciamo musica e siamo contenti di aver partecipato anche a questa serata”. Con un inizio carriera segnato dai canti arbereshe, quelli della popolazione di lingua albanese stanziatasi nel 1700 nell’Italia meridionale, oggi i Fratelli Scaravaglione sono conosciuti ed apprezzati non solo in Calabria ma, anche, in Albania dove hanno partecipato nel 1994 al festival nazionale di Tirania aggiudicandosi il VII° posto, nel ’95 allo stesso, vincono con “ Shite nje Viershe “ ( Canta un Viershe ), nel ’96 con “ Eksod” ( Esodo ) e nel 1997 con “ Ave Maria “.
Per capire invece l’essenza di un popolo, il valore storico e culturale dell’idioma greganico,è bastato ascoltare i Musicofilia che, lavorano per il recupero della musicalità dell’area ellenofona. “L’aspetto musicale, uno dei più importanti di questa cultura che purtroppo sta scomparendo – dice la band- è fondamentale per mantenerla viva e divulgarla. I nostri brani, partendo da una matrice tradizionale, esprimono elementi musicali moderni in una piacevole commistione che unisce vecchio e nuovo, con la finalità di perpetuare la cultura grecanica e allo stesso tempo accostarla alla cultura dei nostri giorni”. Canzoni come “Irthame”, “Pedimmu”, “Pe la to Faccia”, tutte tratte dal disco “Veni Jornu”, hanno fatto emozionare la platea, riscuotendo un largo successo.
“Una musica bellissima- ha detto Citra a fine serata- una sorta di passaporto per rilanciare la nostra tradizione e mantenere vive le nostre origini.
Unica pecca delle serate, la scarsa partecipazione all’evento, sebbene fossero stati fatti duecento inviti, a godere dei suoni calabresi è stata solo una cerchia ristretta di persone.
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