Nel 50° anniversario del pontificato di Giovanni XXIII, la Chiesa di San Giorgio al Corso e l’Associazione culturale “Anassilaos”, hanno dedicato un incontro ad Angelo Giuseppe Roncalli, ricordato con l’affettuoso appellativo di “Papa
buono”.
“Con questa serata- ha spiegato il presidente dell’Associazione Stefano Iorfida- si chiudono gli appuntamenti dedicati ai Papi del 1900, tutte figure importanti di cui abbiamo ricostruito la vita ed il pontificato attraverso documenti e video”.
Nato a Brusicco, una frazione di Sotto il Monte, Roncalli, successe il 28 ottobre del 1958 a Pio XII, dopo un conclave durato quattro giorni,annunciando ai cardinali “Vocabor Joannes” (mi chiamerò Giovanni), un nome che non veniva assunto dal 1410.
Definito un “Papa di transizione”, Giovanni XXIII operò nei cinque anni di pontificato in maniera intensa, mostrando il suo carattere innovatore e compiendo una trasformazione radicale nella Chiesa. “Un uomo umile, gentile e predisposto al dialogo- ha continuato Iorfida – che, nonostante l’età portava fisicamente in molti luoghi un messaggio di pace”.Ad appena due mesi dalla sua elevazione, infatti, il Papa si recava in visita, nel giorno di Natale, all’ospedale Bambin Gesù ed il giorno di Santo Stefano nel carcere di Regina Coeli dicendo ai detenuti: «Non potete venire da me, così io vengo da voi…Dunque eccomi qua, sono venuto, m’avete visto; io ho fissato i miei occhi nei vostri, ho messo il cuor mio vicino al vostro cuore..la prima lettera che scriverete a casa deve portare la notizia che il papa è stato da voi e si impegna a pregare per i vostri familiari».
La svolta per il mondo intero avviene, però, nel 1962. “Per la prima volta dall’Unità d’Italia – ha commentato don Nuccio Santoro, parroco di San Giorgio al Corso – un Papa si reca a Loreto e Assisi per mettere sotto la protezione santa il Concilio Vaticano II”. Concilio che, l’11 ottobre ’62, con gli appena venti minuti di discorso del pontefice, cambierà per sempre la Chiesa cattolica.
Quella sera stessa, dal suo appartamento, Giovanni XXIII, pronuncerà il discorso della luna e sul finale rivolgerà un pensiero ai bambini dicendo: “Tornando a casa, troverete i bambini. Date una carezza ai vostri bambini e dite: questa è la carezza del Papa. Troverete qualche lacrima da asciugare, dite una parola buona: il Papa è con noi, specialmente nelle ore della tristezza e dell’amarezza.”