Alla vigilia di San Martino,la festa del vino, arriva una proposta di legge che,vuole istituire una scuola di enologia e viticoltura in Calabria. Il progetto, presentato dal consigliere regionale Giovanni Nucera, racchiude numerose aspettative e buoni propositi per il futuro. “ La nostra regione- ha spiegato Nucera- conserva la sua tradizione viticola iniziata 2700 anni fa con l’arrivo dei greci ma, oggi, vive in uno stato di subalternità”. L’assenza di una scuola, infatti, disperde risorse umane e territoriali, laddove, al contrario, esiste una miniera varietale di piante di viti.
Greco nero, guardavalle prunesta, nerello cappuccio,magliocco,pecorello sono solo alcune delle specialità di derivazione calabrese che, diventano vini pregiati nella scena internazionale. “Le nostre cantine- ha continuato il consigliere- devono mirare ad accrescere le competenze produttive e migliorarne la qualità.” A questo scopo, subentra la scuola di enologia, che una volta approvata la legge, si articolerà in quattro centri: Monasterace, Cirò, San Marco Argentano e Lametia Terme, dove già esistono delle strutture apposite, ma finora poco sfruttate.” La scuola- ha chiarito Pino Quaranta, fondatore dell’Istituto di enologia e viticoltura di Monasterace- darà diversi input, primi fra tutti, quelli di sviluppare la coltura e creare la futura classe dirigente”. Un momento di specializzazione professionale, dunque, che servirà da impulso alle moderne tecniche di allevamento e conduzione della vite e favorirà il panorama agrario calabrese.
Effetti positivi anche dal punto di vista sociale grazie a discussioni, dibattiti e tavole rotonde. Una vera e propria scuola del vino, perciò, che unisca il sapere scientifico con la tradizione, che elargisca formazione e assistenza tecnica alle piccole imprese e che rilanci il settore nelle zone più abbandonate.”E’ facile prevedere una ripresa dei territori collinari e montani: la quota regionale dei suoli vitati diventerebbe un bene prezioso, con un settore vivo ed imprenditoriale”, assicura Quaranta.
Una scuola professionale che sfrutterà sapientemente la vite, produrrà ricchezza, ricostruirà la tradizione e fornirà risposte concrete per l’Italia firmataria del protocollo di Kyoto.
A finanziare il futuro progetto i fondi POR 2007-2011 destinati, appunto, alla ricerca sperimentazione e divulgazione nel settore agricolo.
“ Ci auguriamo- ha concluso Nucera- che la scuola diventi un circuito virtuoso, un punto di partenza per la rinascita di una terra fertile e produttiva” .